VERCELLI BOOK DAYS |
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Tre giorni di festeggiamenti intorno al tema del libro. Un festival composito in cui ai molti visitatori intervenuti si è offerta la possibilità di ammirare gli splendidi costumi di scena in carta realizzati per il Teatro Stabile di Torino, ma anche le stranezze degli strumenti musicali inventati dalla Banda Osiris, così come le opere d’arte esposte all’Arcivescovado (il Vercelli Book, la prima traduzione latina dei Vangeli o il più antico mappamondo medievale), ma anche nel Museo Leone e nel Museo Borgogna, fino ai rari ricettari antichi e alla mostra dedicata al libro di viaggio a cura delle edizioni White Star.
Tutte di straordinaria bellezza le location, tra cui il cortile juvarriano del Seminario Arcivescovile, che ha fatto da sfondo privilegiato per un suggestivo allestimento dedicato ai segni della musica.
Oltre che per la qualità delle mostre, il Vercelli Book Days si è distinto anche per i molti personaggi della cultura, dell’arte e dello spettacolo presenti: si segnalano tra gli altri Monsignor Timothy Verdon, Sergio Givone, Alessandro Barbero, Valerio Magrelli, Antonio Scurati. Alessandro Perissinotto, Giuseppe Culicchia, Piero Bianucci, Bruno Gambarotta, Tullio Regge, ma anche artisti di prim’ordine come Richard Galliano, Mizuka Kano, L’Aura e Gnu Quartet, la Banda Osiris e l’Orchestra da Tre Soldi.
Qualche numero: 2200 persone all’Arcivescovado, oltre 5000 presenze in piazza Cavour per lo spettacolo di Valerio Festi “Portami il tramonto in una tazza”, 1700 ingressi al Museo Leone, un migliaio di persone a seguire Vittorio Sgarbi nella sua particolare lezione di storia dell’arte tra le vie di Vercelli