LUCI DEL TELESCHERMO |

In occasione del Cinquantenario della Televisione Italiana, Torino assoluta protagonista di un evento nazionale dedicato al complesso rapporto tra televisione e cultura.
Il 3 gennaio del 1954 venivano inaugurati i centri di trasmissione RAI di Milano, Torino e Roma. Da allora il televisore è diventato parte integrante dell’arredo domestico degli italiani o, per dirla alla Orson Welles “la televisione sta accesa come la luce in una stanza, scorre come l’acqua in cucina”. La veloce diffusione della televisione, nel bene e nel male, causa una rivoluzione culturale senza precedenti.
Dal lontano 3 gennaio 1954 Torino è stata infatti la culla di importanti produzioni televisive e trasmissioni di successo: dall’evento dei concerti di Arturo Benedetti Michelangeli al successo della tv dei ragazzi con “Il Circolo dei Castori” alla produzione dello sceneggiato “I Buddenbrook”.
“Luci del Teleschermo. Cinquant’anni di televisione italiana”, un evento che racchiude in sé diverse iniziative, è stato un momento di riflessione sulla presenza della televisione nella vita culturale italiana, ma anche una testimonianza storica di quello che Torino ha realizzato in quei cinquant’anni, un’esperienza che è sempre stata di alto profilo professionale.
Nelle storiche sale di Palazzo Carignano, sede del primo Parlamento italiano, e alla Mole Antonelliana, sede del Museo Nazionale del Cinema, 4 percorsi tematici per un viaggio nella memoria e all’interno dell’universo televisivo.
Corpo centrale dell’evento è la mostra allestita a Palazzo Carignano, curata da Peppino Ortoleva. “Scritto nell’etere. Televisione e cultura” è la lanterna magica che guida il visitatore attraverso un percorso di giochi di luce e d’ombra, suoni, parole, immagini. Una sorta di “passeggiata dentro l’etere” o di “zapping fisico” per entrare all’interno dell’universo televisivo e scoprire la televisione che ha ridefinito la nostra idea di “cultura” e la nostra identità e che ha fatto conoscere l’Italia agli italiani.
Parte integrante della mostra a Palazzo Carignano è la sezione dedicata alla satira nella/sulla televisione italiana, curata da Gian Paolo Caprettini, con la collaborazione di Dino Aloi e Alberto Gedda. La mostra “Una TiVù da ridere” celebra i 50 anni di televisione italiana attraverso l’ottica divertente e divertita della comicità, della satira e del fumetto.
In occasione della manifestazione Luci del Teleschermo, il Museo Nazionale del Cinema – allestito alla Mole Antonelliana – si è aricchito di nuove installazioni, in un percorso ideato e realizzato da François Confino. Ad accompagnare il visitatore lungo il percorso, sono stati inoltre esposti i Disegni italiani della collezione Rai 1952-54, a cura di Marco Zaccarelli: un’ampia selezione delle opere commissionate ad importanti artisti italiani dalla Direzione Propaganda e Sviluppo fra il 1952 e il 1954, per illustrare le trasmissioni radiofoniche più importanti della settimana, intitolato 'RadioVisioni 1952-1954'. Tra gli artisti, Cagli, Campigli, Levi, Maccari, Casorati, De Chirico, Manzù, Spazzapan e Ziveri.