ALPI 365 EXPO |

La singolarità del rapporto città-montagna non dipende tanto dalle differenti realtà rappresentate, quanto dalla forte carica simbolica dell’ambiente alpino: santuario della natura, contenitore d’eccellenza per biodivesità e culture tradizionali, attrattiva turistica, luogo di alta qualità della vita data la vicinanza agli ambienti naturali.
Tuttavia la dimensione alpina significa anche proporzioni demografiche ridotte per ragioni storiche e per le caratteristiche morfologiche del territorio, difficoltà di risposta ai problemi urbani – quali trasporti, accessi, viabilità – carenza di servizi per le popolazioni residenti, etc.
In questo scenario i centri alpini, qualunque sia la loro forma, corrono il rischio di ridursi a centri-dormitorio per una popolazione fluttuante di visitatori, di residenti temporanei in seconde case e, in prossimità dell’avampaese, di pendolari che producono reddito altrove. A una prospettiva di eccessiva dipendenza da una domanda e da una specializzazione puramente turistico-residenziale può opporsi lo scenario di qualificazione in attività a elevato valore aggiunto all’interno di un dialogo giocato tra il globale e il locale: servizi specializzati per le imprese, ricerca e sviluppo, tecnopoli, industrie leggere a tecnologia avanzata, centri di alta formazione, ecc. L’ambiente alpino può infatti essere attrattivo per l’imprenditoria qualificata che esercita queste attività.
In tal senso il salone si offre come ideale momento di confronto, dialogo e messa in rete della progettualità urbana e locale legata allo sviluppo sostenibile della montagna. L’organizzazione di seminari o conferenze inerenti le nuove strategie di sviluppo alpino, così come la predisposizione di workshops per gli attori specializzati, siano essi pubblici, privati, locali o urbani, contribuiscono a sedimentare tale vocazione.
La Biennale delle Montagne, oltre a offrire una vetrina di aziende operanti in ambiente alpino, si arricchisce così di apparati storico-culturali e di layout espositivi, di volta in volta da definire a seconda del tema dell’edizione.
Da qui la necessità di dotare ogni edizione di un fil rouge – “Montagna e Città in dialogo” per quella dell’autunno 2007 – dal quale partire per declinare la pianificazione e l’organizzazione degli eventi e delle manifestazioni che andranno a realizzarsi sul territorio alpino occidentale nei sei mesi precedenti e in quelli successivi il cuore della manifestazione. Inoltre, il materiale iconografico impiegato al fine della rappresentazione dei contenuti del salone può trovare nuove destinazioni d’uso, a Biennale conclusa, come ad esempio diventare una mostra itinerante sul territorio o aprire, con i filmati girati ad hoc per ogni singolo nucleo tematico, quegli eventi di richiamo sopra illustrati previsti nei mesi che precedono e in quelli che seguono la Biennale.