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Luci del teleschermo

MOSTRE

Palazzo Carignano | Museo Nazionale del Cinema

 

PALAZZO CARIGNANO

SCRITTO NELL’ETERE. Televisione e Cultura
A cura di Peppino Ortoleva

UNA TIVÙ DA RIDERE
A cura di Gian Paolo Caprettini, con la collaborazione di Dino Aloi e Alberto Gedda

11 novembre 2004 – 7 gennaio 2005
Palazzo Carignano
Via Accademia delle Scienze 5, Torino -
Informazioni: tel. 011 5621147

Orario 9 – 19
Lunedì chiuso

Ingressi
Intero: 5,00 €
Ridotto: 3,50 €
Scuole dell’obbligo: 1,50 €
Scuole superiori: 2,50 €
Gruppi: (25 persone) 3,50 €

Prenotazioni: chiamando l’Ufficio Prenotazioni al numero 011.562.11.47-562.37.19 dal lunedì al venerdì.

Un viaggio nella memoria – collettiva e individuale – attraverso le immagini, i suoni, le voci, i protagonisti che hanno fatto la storia della televisione e influito sulla cultura e sull’identità degli italiani.

“Scritto nell’etere. Televisione e cultura”, a cura di Peppino Ortoleva, è la lanterna magica che guida il visitatore attraverso un percorso di giochi di luce e d’ombra, suoni, parole, immagini. Una sorta di “passeggiata dentro l’etere” o di “zapping fisico” per entrare all’interno dell’universo televisivo e scoprire la televisione che ha ridefinito la nostra idea di “cultura” e la nostra identità e che ha fatto conoscere l’Italia agli italiani. Il suggestivo allestimento degli architetti Aimaro Isola e Guido Laganà ci fa entrare dentro le forme della comunicazione televisiva e ci fa vedere con occhi nuovi uno dei più preziosi palazzi torinesi, sede del primo parlamento nazionale: un flusso di emozioni continuo, un’immersione nel linguaggio televisivo e nei suoi contenuti. Gli accostamenti, sorprendenti e accorti, di immagini note e dimenticate, di suoni e parole e una carrellata di scenografie che hanno accompagnato la storia della televisione italiana – grazie al prezioso contributo alle scenografie di Eugenio Guglielminetti e alle realizzazioni video pensate da Enrico Carlesi e Silvio d’Alò di Ars Media, sulla base di ricerche e della selezione diretti per Mediasfera da Giovanni Cordoni - invitano il visitatore a viaggiare dentro la sua stessa memoria e, nello stesso tempo, lo coinvolgono in una riflessione critica su come la televisione abbia forgiato le nostre conoscenze e la nostra visione del mondo.

Parte integrante della mostra a Palazzo Carignano è “Una TiVù da ridere”, la sezione dedicata a 50 anni di satira nella/sulla televisione italiana, a cura di Gian Paolo Caprettini.
La mostra celebra il cinquantesimo anniversario della televisione italiana attraverso l’ottica divertente e divertita della comicità, della satira e del fumetto. Quasi una “sdrammatizzazione” della televisione come trasmissione di cultura e conoscenze, per una visione della televisione come spettacolo in formato domestico. La mostra spazia dalle vignette ai fumetti al cinema, senza dimenticare che il comico è il genere che costituisce il registro profondo della comunicazione televisiva, il suo tessuto connettivo. Da immagini di programmi storici alle vignette, la mostra vuole sì essere un omaggio alla TV da ridere ma vuole anche sottolineare come il comico corra sul palinsesto, contamini i generi più diversi, stabilendo un patto comunicativo con i telespettatori, quasi a voler strizzare l’occhio nel dire “non prendete niente troppo sul serio”.

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MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA

“CAVALCARONO INSIEME. 50 anni di cinema e televisione in Italia”
Percorso allestitivo di François Confino

“RADIOVISIONI 1952-1954. Disegni italiani dalla collezione RAI”
A cura di Marco Zaccarelli

11 novembre 2004 – 7 gennaio 2005
Museo Nazionale del Cinema, Mole Antonelliana
Via Montebello 20, Torino
Informazioni: tel. 011 8125658

Orario 9 –20
Sabato 9 – 23
Lunedì chiuso

Ingressi
Interi: € 5,20
Ridotti: € 4,20
Scuole: € 2,10

Nell’ambito dell’evento Luci del teleschermo, il Museo Nazionale del Cinema, alla Mole Antonelliana, si arricchisce di nuove installazioni, in un percorso allestito da François Confino dal titolo “Cavalcarono insieme. 50 anni di cinema e televisione in Italia”.
All’ultimo piano della rampa che sale lungo la grande Aula del Tempio, sei nuove "cappelle" mettono in scena il rapporto cinema-televisione attraverso la sua declinazione domestica. Una successione d’interni che riflettono i cambiamenti nella fruizione dell’immagine cinematografica mediata dall’apparecchio televisivo.

Nell'Aula del Tempio e lungo la rampa, si sviluppa l’esposizione di “Radiovisioni 1952 – 1954. Disegni italiani dalla collezione RAI” a cura di Marco Zaccarelli: un’ampia selezione delle opere commissionate ad importanti artisti italiani dalla Direzione Propaganda e Sviluppo fra il 1952 e il 1954, per illustrare le trasmissioni radiofoniche più importanti della settimana.

Tra gli artisti: Cagli, Campigli, Levi, Maccari, Casorati, De Chirico, Manzù, Spazzapan e Ziveri.

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  VIDEOTOUR
Passeggiate visive tra gli allestimenti delle mostre
 

  Scritto nell’etere
Una TiVù da ridere
Cavalcarono insieme
 

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